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LA REPUBBLICA DI UNO STATO SCONFITTO

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L'OPPORTUNITA' STORICO-POLITICO-ECONOMICA DI UNA TRAFUGAZIONE DI OSSA

MA NOI SALVAMMO O RAPIMMO SAN NICOLA? COME MILLE ANNI FA UNIVAMO PROFONDO CULTO RELIGIOSO E RAFFINATA VISIONE ECONOMICA. LA PIÙ GRANDE OPERAZIONE MEDIATICA DEL MEDIOEVO IN TERRA DI BARI Quando scendete nella cripta della Basilica di San Nicola, dalla rampa di destra, prima dell’ingresso della chiesa inferiore in cui sono custodite le reliquie del Santo e si celebrano in perfetta armonia il culto cattolico e quello ortodosso, c’è un pianerottolo con una lapide e un altorilievo raffigurante quattro saggi, “i quattro filosofi”. Lì trovano meritato riposo le spoglie dell’Abate Elia, l’uomo che gestì la regia della Traslazione delle reliquie di San Nicola. Pensiamo a cosa doveva essere Bari nel 1087. Fino alla conquista normanna, avvenuta nel 1071 ad opera di Roberto Il Guiscardo, a cui è intitolata la strada che da Largo Chiurlia porta a strada Vallisa – e sono tutti luoghi che saranno protagonisti della nostra storia – Bari era la capitale dei possedimenti bizantini in Italia. Il Cata

AMMETTERE LO SBAGLIO?

Lo spread è scomparso, non se ne hanno più notizie, appena tre anni fa ossessionava giornali, tv, politici, economisti, finanzieri, istituzioni nazionali e internazionali. Se lo spread cresce, il paese va in fallimento, si diceva. Era così potente lo spread che il Presidente della Repubblica, caso unico nella storia repubblicana, fece naufragare la formazione di un governo perché era stato indicato a ministro un economista di orientamento keynesiano e quindi favorevole alla spesa e all’aumento del debito pubblico. Erano tempi, tre anni fa, in cui se il debito pubblico aumentava appena di un punto tutti si allarmavano e gridavano: il mercato ci affosserà! Oggi il debito è aumentato di 40 punti (quaranta!!!) e lo spread tace, chi ieri si stracciava le vesti per un punto oggi approva 40 punti, giornalisti, politici, economisti, finanzieri, opinione pubblica. Tutti. Cos’è successo? Semplicemente che lo spread dipende dalla soggettività e non dall’oggettività. Un parlamentare di maggiora

DI CHI È LA COLPA

Domani la maggior parte del paese torna in zona rossa. In questi giorni, mi sono stancato di sentire pareri di gente che si autoflagella, dicendo che la colpa è nostra. Non sappiamo rispettare le regole. Puntualmente ho sempre risposto loro che la responsabilità più alta è di chi ci governa. I dpcm (continuo a dire illegittimi) li decidono loro, insieme alle zone colorate. La responsabilità è politica, non sociale. Politici ed amministratori colpiscono la nostra dignità, non permettendoci di essere umani. Ci governano anche la morte. Cercando di estirpare la nostra parte più intima, i sentimenti. Termino questo post, per chi avrà voglia di leggerlo, con una domanda. Oltre ai politici soliti noti, che guarda caso sono tutti della stessa parte politica, contraria al pensiero unico, alla cancellazione della cultura, e si sono beccati il virus, in questo groviglio di numeri mondiali, avete mai sentito che un politico attuale (intendo in politica attualmente) abbia contratto il virus e

STORPIATURE CEREBRALI

DIVERSITA' A pensarci, Socrate subisce condanna come qualsiasi altro pensatore che ha cercato di cambiare le sorti, contro i pregiudizi della società. Come Ipazia, come Giordano Bruno, ma con modalità diverse, è stato condannato a morte per aver apportato dei pensieri nuovi. Per essere stato visionario. Socrate è il primo che pensa ad un dio monoteista, lo Spirito, l'anima...prima ancora degli ebrei, i primi monoteisti che la storia ci da per fonti certe. E lo fa nel momento in cui la sua società credeva in una moltitudine di Dei. Ipazia è la prima donna ad interessarsi di filosofia e nello specifico alla matematica, in una società che ripudiava il pensiero alle donne. Giordano Bruno è il primo a parlare di concerti di libertà, intesa anche come liberazione dalla spiritualità, in una società dominata da un unico Dio, ed impersonificato dallo strapotere del Papa attraverso le inquisizioni. Come vedi la paura nella diversità è insita in noi uomini sin dalla antica Grecia. È l

L’ATTUALITA’ DI GIORDANO BRUNO. L’INFINITO CREATIVO E DIALETTICO COME ALTERNATIVA AL PENSIERO UNICO

Nella sua concezione filosofica il pensatore nolano traccia le linee di un superamento della ideologia tradizionale occidentale, espandendo il centro spirituale sino agli estremi della infinita molteplicità del tutto. Nei Dialoghi Italiani Giordano Bruno rovescia e ribalta la tradizione medievale neoplatonico-aristotelica, introducendo il concetto dell’infinito creativo e dialettico. In questa maniera egli propone una concezione etico-politica e religiosa rivoluzionaria, che scardina l’architrave della tradizione ideologica occidentale: la concezione dell’Uno, necessario e d’ordine, assolutamente chiuso e riduttivo. Perché di rivoluzione si tratta. La modernità si aprirà dopo Bruno cercando infatti di negare la possibilità indicata dal pensatore nolano, attuando una doppia linea di sviluppo: una nuova tradizione metafisica dell’oggettività ed una nuova tradizione metafisica della soggettività. Cercheranno infatti di sovrapporsi allo spazio immaginativo e razionale offerto dal presupp

RETROPENSIERO ITALO AMERICANO

  Quello che può sorprende di più è la facoltà di critica che si è presa la classe politica italiana (tutta), in merito ai fatti americani. Quella che viene definita la Democrazia migliore al mondo proviene da un percorso fatto di guerre di secessione e uccisione di ben 4 presidenti. I fatti della befana sono di certo stati incendiati dalle parole di Trump, ma sono l'esito inevitabile di una situazione esasperata da movimenti democratici che di democratico hanno solo la facciata. Il nostro paese, a parte il fervore iniziale durante e dopo l'unità, è decisamente formato da un popolo asservito. Nemmeno quando gli ex alleati ci hanno invaso, siamo stati capaci di essere reazionari, abbiamo avuto bisogno di dipendere da nuovi alleati per sentirci liberi. Per il resto, Fascismo prima e Democrazia Cristiana (Vaticano) poi, ci hanno abituato all'asservimento. E la nostra classe politica attuale è consapevole della nostra scarsa reattività, visto che da ormai un anno ci hanno sospe