Passa ai contenuti principali

Post

UN BUON INIZIO? LA RIFORMA ELETTORALE

Post recenti

I GRANDI DELLA TERRA RISPETTO ALLA GUERRA

  Mentre la guerra in Ucraina continua senza che si vedano spiragli di “cessate il fuoco”, nel Mar della Cina non si parla più della tensione tra Pechino e Taiwan che pure resta molto alta. Anche Kissinger, che di crisi internazionali se ne intende, preannuncia un possibile, prossimo conflitto armato. Un’altra guerra sembra avvicinarsi. Di dimensioni anche più importanti, ma neanche una possibile catastrofe planetaria riesce a smuovere i cosiddetti “grandi della Terra” verso una necessaria coesistenza pacifica. Ormai, l’opzione armata viene accettata come una cosa possibile, addirittura necessaria. Lo stiamo vedendo anche qui da noi in Italia, dove chiunque si dichiara contrario all’uso delle armi viene immediatamente accusato di «connivenza con il nemico». Possibile che i “patrioti” di qualunque latitudine che inneggiano alla guerra, purché non tocchi a loro andarla a combattere, non si rendano conto che se si dovesse arrivare a varcare la soglia di ciò che “non dovrebbe mai succedere

ANALISI DI UN VOTO DI DISPERAZIONE

Il voto espresso è chiaro. Seppur lo ritengo, nella stragrande maggioranza di chi ha votato, un voto di disperazione. Un paese in preda all'odio "fascista" degli antifascisti (Il fascismo eterno di Umberto Eco). Proveniente da troppo Stato, la parte che ha votato Meloni, perché la vittoria è solo sua, della sua persona, ha espresso in una domenica l'oppressione di chi ha scritto nel suo libro, che le restrizioni servono a cambiare il paese, facendo passare in secondo piano la crisi pandemica. Crisi pandemica che ha messo in ginocchio la spina dorsale dell'economia del paese. Aggravata poi dalla guerra e dalla speculazione economica della crisi energetica. Basti pensare agli extra guadagni di Eni nell'ultimo semestre.  Il voto si rispetta. Pertanto non è gradevole sentire oggi le dichiarazioni della premier di un altro paese che afferma di vigilare in tema di diritti civili. Sarebbe opportuno fare sapere a "codesta signora" l'accezione toscana e&#

BUON SENSO E BUON VOTO

  Questa campagna elettorale non solo è stata pessima nei contenuti e deprimente nella modalità, ma anche molto noiosa per via di pronostici che ne hanno reso prevedibile l’esito, come un libro giallo che svela il nome dell’assassino già alla prima pagina. Però si è sempre avuta l’impressione, che invece il libro della politica italiana sia pronto a riservarci molte sorprese. Che usciranno direttamente dalle urne, ma anche e soprattutto da quel che accadrà subito dopo. E provare ad ipotizzarle ed a schematizzarle. Da quando nei giorni scorsi è scattata la regola che vieta la pubblicazione di sondaggi nelle ultime due settimane prima del voto, è cominciata a circolare sotto traccia una quantità industriale di ricerche demoscopiche, vere e tarocche, attendibili e fasulle. Il fatto che i numeri riportati per ciascun partito siano significativamente diversi l’uno dall’altro, ben oltre la classica forchetta di quattro punti, la dice lunga sulla capacità divinatoria dei sondaggi. D’altra p

ELEZIONI, PREVISIONI, PROPAGANDA E PACE

Questa campagna elettorale, condizionata anche dai sondaggi, fin dall’inizio ha indicato il vincitore del 25 settembre: il centro-destra. Troppo grande il vantaggio del trio Berlusconi-Meloni-Salvini (con Lupi del tutto marginale) per poter seriamente parlare di competizione elettorale. Ed infatti questa campagna elettorale, almeno fino ad oggi, non è stata per nulla seria, veicolando una gran quantità di mezze verità, presentandoci una realtà diversa da quella che effettivamente è, proponendo (imponendo) una determinata visione dei fatti, peraltro condivisa da quasi tutti i partiti tradizionali. Alcuni esempi. Mario Draghi è stato esaltato sia come uomo che per le sue azioni di governo. Raramente nella mia vita ho assistito ad una tale convergenza di consenso su una sola persona. Eppure sul suo operato ci sarebbe tanto da dire, ed anche sulle sue parole pronunciate al Meeting di Comunione e liberazione, dove in buona sostanza ha affermato che è inutile votare, tanto chiunque vincerà d

DALL'EMANCIPAZIONE SIOVIETCA AL NUOVO IMPERO

  È difficile non interpretare l’attività dell’ultimo presidente dell’Unione Sovietica alla luce di ciò che è diventata oggi la Russia e soprattutto della guerra che Mosca conduce in Ucraina ormai da sei mesi. Al potere dal 1985 fino alla fine dell’Urss nel 1991, Michail Gorbačëv non ne desiderava la scomparsa. Voleva solo umanizzarla e modernizzarla nel tentativo di salvarla. I suoi due progetti principali, la glasnost e la perestrojka, incentrati sulle libertà e sulla trasformazione economica, puntavano a far emergere un’Urss senza totalitarismo. Ma si trattava di un piano utopico. La scommessa è stata persa, per riprendere il titolo di un libro dell’ultimo portavoce di Gorbačëv, Andreij Graciev. Alla fine l’Unione Sovietica è implosa, un evento storico accolto dagli occidentali e dai popoli europei come un miracolo inatteso e portatore di un’epoca di democrazia. Eppure oggi molti esponenti dell’homo sovieticus, gli uomini e le donne forgiati da decenni di comunismo, condividono

Revisione del PNRR in favore delle fonti rinnovabili

 Lo spread che misura il differenziale di rischio tra Italia e Germania si è attestato a quota 185 punti, più del doppio di quanto non fosse al momento dell’insediamento di Mario Draghi al governo e quasi un quarto in più rispetto a inizio anno. Ed era dai tempi del lockdown pandemico del 2020 che non toccava un livello così alto. Di conseguenza, il rendimento dei Btp decennali è salito al 2,75%, tornando ai livelli di maggio 2019. Un campanello d’allarme tale da svegliare anche la più intorpidita delle attenzioni. Allo stesso modo dovrebbe preoccupare la notizia che nel primo trimestre la nostra economia è arretrata dello 0,2%. Non è ancora recessione, ma comunque non c’è da stare allegri. si definisce lieve la perdita di ricchezza tra gennaio e marzo, si considera eclatante che l’Istat abbia corretto da +0,6% a +0,7% la stima della crescita del pil nel quarto trimestre 2021, si sottolinea il recupero di alcuni settori tra i più penalizzati dalla pandemia, come il turismo, senza consi