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IL SILENZIO. LA MIGLIORE OPINIONE POSSIBILE

“Si è persa un’altra occasione buona …”diceva più o meno così, l’inizio di una canzone di Vasco Rossi, molti anni fa. Aggiungerei volentieri “per stare zitti”. Per essere intelligenti. Si è spezzata la vita di un uomo. Si è interrotto l’amore di una donna che lo ha sposato poco più di un mese prima della morte. Ed il moralismo dei poco intelligenti, è riuscito a capovolgere l’importanza degli attori di questo tragico fatto di cronaca. E’ venuto a mancare il silenzio. L’unico modo intelligente per dimostrare vicinanza al dolore della famiglia. Nessuno ha perso occasione di stare in silenzio, da pseudo comici ad insegnanti, da politici più disparati a gente comune che non ha perso tempo nel commentare e strumentalizzare l’accaduto. Si è fatta confusione, ci si è divisi, come sempre, da italiani quali siamo. Pro e contro Salvini, pro e contro migranti. Nel contesto, un professorone universitario, interpellato in radio, ha affermato che la paura per il migrante, non deriva da un fattore di razza o di pelle diversa, o da fattori sociali, come l’occupare i posti di lavoro a noi italiani. Ma dal semplice fatto che i migranti sono biologicamente più forti di noi. Non ridete. Lo ha affermato davvero! Si è perso il senso, ognuno, con smania di protagonismo, cerca l’originalità di opinione. Resta il fatto che un lavoratore è morto, perché il carabiniere, non dimentichiamo, era al lavoro. E nessuna organizzazione sindacale ha dato cenno di voler organizzare una fiaccolata in suo ricordo. Forse, un carabiniere è un lavoratore inferiore. Addirittura si condanna l’arma per la metodica utilizzata per interrogare i colpevoli. Una foto attesta le precarie condizioni dell’interrogato, forse ritenuto dai moralisti, anch’esso un lavoratore? Una benda agli occhi è sicuramente più disdicevole di un the freddo servito al tavolo dell’interrogatorio. E’ pur sempre un delitto estivo. Ci si riesce sempre a sedere dalla parte sbagliata.

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E' ARRIVATO IL NUOVO MESSIAH

  “La luce ha vinto e tutti i progressi del male del Mondo mai potranno cambiare il corso delle cose. Il solstizio d’inverno, il sole di natale, la luce invitta, aprono una speranza per gli uomini affranti da paura, timori e futuro incerto”. Sono parole di riflessione di Joseph Ratzinger espresse agli inizi degli anni sessanta, all’epoca poco più che trentenne. Per molti sono parole profetiche, in realtà si possono ritenere “da copione” per il finale di un film sulla pandemia attuale. Ammesso che si possa intravedere un finale alla situazione. Arriva il nuovo Messia, nei giorni in cui ricorre la nascita dell’ultimo messia mostratosi sulla terra, ma questa volta appare a noi, non più come uomo, ma in forma liquida. Esattamente come la società attuale, intesa da Zygmunt Bauman. Il progetto è lo stesso, duemila anni fa si diffondeva la parola di Cristo. Oggi si diffonde il vaccino della Pfizer, santificato dai media come soluzione salvifica, potrebbe però rivelarsi soluzione fisiologi

E' UNA PRESA PER IL CULO

Una ecatombe è in atto. Questo decreto, sulla dichiarazione di stato di emergenza per epidemia, che ora fa il giro del web, porta la data del 31 gennaio 2020. Non può essere una fake. E non può essere pure che la Cina non abbia potuto avvisare il nostro Governo. Un primo pensiero in testa, è che la Cina abbia potuto avvertire della pericolosità di questo virus, oppure, dato che casi di polmoniti anomale sono scoppiate sin dal 2018, nelle zone ormai tristemente note, si può pensare, che il male venga da molto lontano. Tutto lascia pensare che l'origine dei problemi sia da imputare ai vaccini, importati dalla Cina, il Nord ha fatto richiesta massiccia, e oggi i risultati sono questi. Il Governo ha commesso un gravissimo errore, di non farlo sapere, poiché ovviamente la campagna Si Vax era in atto in modo consistente, e quindi oggi siamo nelle mani dell'Aifa. Perché? Perché almeno in Italia è l'organo che autorizza la casa farmaceutica che produrrà il vaccino che le gonfierà

QUEL CHE E' STATO DELLA RAGION DI STATO

Come 42 anni fa, lo Stato ha sbagliato ancora. Quest’ultima parola sottolinea come lo sbaglio sia una costante in questo spazio temporale intercorso dall’assassinio di Aldo Moro alla Liberazione di Silvia Romano. Dal 9 maggio al 10 maggio passa un giorno lungo più di quattro decenni, in cui è racchiusa la fragilità di un paese ridotto alla canna del gas, in confusione oggi come allora, in cui si sono alternati almeno due ventenni contrassegnati da diverse forme di socialismo. Di fatto quella svolta che avrebbe voluto dare il presidente Moro all’Italia, lui in qualche modo l’ha data, non l’ha vista in tutte le sue sfaccettature. Probabilmente non avrebbe mai voluto andasse così. Allora dovevano vincere le istituzioni ed hanno vinto le brigate rosse. Lo dimostra il fatto che oggi, i carcerieri del presidente sono tutti liberi. Lo Stato avrebbe dovuto condurre una trattativa, doveva fare politica, perché di quello si trattava. Allora è prevalsa la Ragion di Stato, con la buona morte d