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NOSTOS. PICCOLO EXCURSUS SULLE ORIGNI

“Io invece amo viaggiare per il gusto del ritornare. Perché rivedrò i miei cari, riprenderò le vecchie abitudini, riscoprirò le bellezze nostrane che la mia mente avrà acuito…proprio come sto facendo adesso, nell’ammirare il paesaggio intorno a noi. Il viaggio è un esercizio che sveglia la nostra coscienza e ravviva la nostra intelligenza, ci aiuta ad affrontare le avversità e gli imprevisti…” Nostos è un racconto passionale, in cui la visione dell’esperienza di un viaggio è essa stessa un paradigma della felicità. E’ l’irruzione di un evento straordinario. La vita si svolge nel segno della continuità. Il viaggio si manifesta nella discontinuità”. Tutto scorre in un flusso continuo di una giornata di piena estate, in terra di Bari, tra posti sconosciuti ed usi e costumi quasi desueti. Il ritorno al passato è il filo conduttore letterario, una esperienza volta all’antico, una distrazione dalla frenesia del mondo attuale. Il pensiero tornante dei protagonisti è un continuo richiamo alle tradizioni ed alle origini. Fino ai fasti della antica Grecia, cui questa terra è legata, non solo da un pezzo di mare che le abbraccia entrambe.

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E' ARRIVATO IL NUOVO MESSIAH

  “La luce ha vinto e tutti i progressi del male del Mondo mai potranno cambiare il corso delle cose. Il solstizio d’inverno, il sole di natale, la luce invitta, aprono una speranza per gli uomini affranti da paura, timori e futuro incerto”. Sono parole di riflessione di Joseph Ratzinger espresse agli inizi degli anni sessanta, all’epoca poco più che trentenne. Per molti sono parole profetiche, in realtà si possono ritenere “da copione” per il finale di un film sulla pandemia attuale. Ammesso che si possa intravedere un finale alla situazione. Arriva il nuovo Messia, nei giorni in cui ricorre la nascita dell’ultimo messia mostratosi sulla terra, ma questa volta appare a noi, non più come uomo, ma in forma liquida. Esattamente come la società attuale, intesa da Zygmunt Bauman. Il progetto è lo stesso, duemila anni fa si diffondeva la parola di Cristo. Oggi si diffonde il vaccino della Pfizer, santificato dai media come soluzione salvifica, potrebbe però rivelarsi soluzione fisiologi

QUEL CHE E' STATO DELLA RAGION DI STATO

Come 42 anni fa, lo Stato ha sbagliato ancora. Quest’ultima parola sottolinea come lo sbaglio sia una costante in questo spazio temporale intercorso dall’assassinio di Aldo Moro alla Liberazione di Silvia Romano. Dal 9 maggio al 10 maggio passa un giorno lungo più di quattro decenni, in cui è racchiusa la fragilità di un paese ridotto alla canna del gas, in confusione oggi come allora, in cui si sono alternati almeno due ventenni contrassegnati da diverse forme di socialismo. Di fatto quella svolta che avrebbe voluto dare il presidente Moro all’Italia, lui in qualche modo l’ha data, non l’ha vista in tutte le sue sfaccettature. Probabilmente non avrebbe mai voluto andasse così. Allora dovevano vincere le istituzioni ed hanno vinto le brigate rosse. Lo dimostra il fatto che oggi, i carcerieri del presidente sono tutti liberi. Lo Stato avrebbe dovuto condurre una trattativa, doveva fare politica, perché di quello si trattava. Allora è prevalsa la Ragion di Stato, con la buona morte d

IL PIANO INCLINATO OVVERO IL PROGRAMMA SCIAGURATO DI QUESTO GOVERNO

Si rotola su di un piano inclinato, dove non si vede mai quando termina, in modo da poter crollare a terra. Almeno così ci possiamo rialzare. Dalle promesse del governo, che subito, nelle prime parole del premier ha parlato di ristori alle imprese colpite, ha rassicurato sul Natale e sulla possibilità della quasi normalità, si capisce l'affanno di questa gente che non ha programmi su una possibile via di uscita. Oltre a provvedimenti assurdi, non hanno altro. Dopo che in piena emergenza, hanno badato alla diffusione di monopattini, banchi a rotelle, bonus vacanze e viaggi. Oggi richiudono scaricando la colpa sulla massa che nemmeno loro riescono a gestire. Non è la sanità pubblica che necessita investimenti, perché i numeri li sbagliano, non sono quelli. Piuttosto c'era bisogno di prudenza, proprio come le piccole imprese, che tentano di restare in equilibrio. È da rendersi conto che fare cadere un governo in questa situazione è drammatico, ma bisogna decidere presto, se s