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NOSTOS. PICCOLO EXCURSUS SULLE ORIGNI

“Io invece amo viaggiare per il gusto del ritornare. Perché rivedrò i miei cari, riprenderò le vecchie abitudini, riscoprirò le bellezze nostrane che la mia mente avrà acuito…proprio come sto facendo adesso, nell’ammirare il paesaggio intorno a noi. Il viaggio è un esercizio che sveglia la nostra coscienza e ravviva la nostra intelligenza, ci aiuta ad affrontare le avversità e gli imprevisti…” Nostos è un racconto passionale, in cui la visione dell’esperienza di un viaggio è essa stessa un paradigma della felicità. E’ l’irruzione di un evento straordinario. La vita si svolge nel segno della continuità. Il viaggio si manifesta nella discontinuità”. Tutto scorre in un flusso continuo di una giornata di piena estate, in terra di Bari, tra posti sconosciuti ed usi e costumi quasi desueti. Il ritorno al passato è il filo conduttore letterario, una esperienza volta all’antico, una distrazione dalla frenesia del mondo attuale. Il pensiero tornante dei protagonisti è un continuo richiamo alle tradizioni ed alle origini. Fino ai fasti della antica Grecia, cui questa terra è legata, non solo da un pezzo di mare che le abbraccia entrambe.

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  E' sempre con profonda amarezza che osservo la celebrazione di giornate come questa, accanto a tutto il carico di ipocrisia politicamente corretta che ci viene propagandata mediaticamente, tra chi si tinge il viso di rosso, cariche istituzionali che si prestano a questo giochino, dichiarazioni banali e scontate e via dolcificando l'opinione pubblica. Nel momento in cui una donna accetta di celebrare una giornata mondiale dedicata alla violenza sulle donne, crea la stessa categorizzazione di cui poi sarà vittima perchè è evidente che se si condanna la violenza soltanto verso un genere, si sta implicitamente affermando che l'altro genere non merita tutele, ottenendo come unico risultato di scatenare un focolaio di maschilismo reattivo antifemminista. Ed è attraverso la strumentalizzazione di tragedie che vedono vittima una donna e di cui è colpevole un uomo non in quanto maschio ma in quanto persona prepotente - e la prepotenza non è una caratteristica di genere ma di speci