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IL PRIMO MAGGIO. EHI FU SICCOME IMMOBILE

E' morto. Come immobile. Esalato l'ultimo respiro, giacque il suo corpo, dimentico di tutto, privo di un'anima così grande (Parafrasi del cinque maggio). Oggi è la festa dei lavoratori di una Repubblica fondata sul lavoro, in un paese dove il lavoro manca. Piuttosto di incrementare settori che possano sviluppare il lavoro, si crea speranza attraverso i sussidi statali, che il governo utilizza per ricattare i cittadini. Invece di puntare sulle infrastrutture, sulla edilizia, settori in cui orbitano indotti enormi, si ricattano i cittadini verso obblighi di largo interesse. Ricattare coi vaccini, coi farmaci l'ottenimento dei sussidi. Oppure veicolare il mercato verso certi prodotti, anzichè altri. I sussidi non costituiscono certo la soluzione alla questione occupazionale, ma in modo subdolo entrano a far parte del problema della disoccupazione. Bisogna abbassare le tasse e favorire la crescita economica di molti settori, anche attraverso l'abolizione di leggi che ne impediscono lo slancio. Il Primo Maggio è morto se non si sensibilizza quanto detto e lo si lascia gestire ai Signori dei Sindacati e si considerano affamati prima i migranti e poi i lavoratori.

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