Passa ai contenuti principali

CULTURA ED ATTUALITA' 2a PARTE

PRIMA PARTE pubblicata qui il 03/11/2019 I mali della cultura. L’interesse e le lobby? Come ho scritto più o meno all’inizio di questo scritto, il maggior nemico della cultura è l’interesse. Come penso, di aver dimostrato fin qui, la controcultura, sottoforma di protesta, si è manifestata nel novecento, contro le più svariate forme di potere. Ma il potere è caratterizzato da una serie innumerevole di poteri, da cui dipendono le influenze in società delle lobby. Potere e Lobby Gay Il potere per salvaguardare lo status quo e conservarsi ha l’obbligo di mistificare la realtà, creare disordine, sradicare l’uomo dalla società, manipolare l’informazione, ma soprattutto limitare il pensiero dell’opinione pubblica attraverso un linguaggio fondato sul dualismo politico, morale ed estetico. Amico/nemico, destra/sinistra, bene/male, bello/brutto, buono/cattivo. Come se tutto potesse essere etichettato e messo in un catalogo, il quale in fin dei conti altro non è che il “pensiero unico”, la “doxa”, la “neolingua” (termine inventato da George Orwell nel libro “1984”) con la quale il Potere legittima i suoi progetti rivoluzionari. Il Potere. Quei corpi intermediari che bypassano le urne, il popolo, la vox populi, inserendosi illegittimamente, senza consenso, nella macchina statale influenzandola, orientandola unicamente per interesse comunitario. Questo processo oligarchico si sta manifestando irreversibilmente, in maniera subdola e allo stesso tempo evidente nei Paesi che stanno lentamente accettando i diktat della “Lobby Lgbt” (lesbiche, gay, bisessuali e trasgender). Prendiamo l’esempio della Francia, l’ultima post-nazione ad aver legiferato a favore del matrimonio per tutti” (che implica anche l’adozione), una riforma che di fatto andrebbe a modificare il codice civile. La “neolingua” sistemica definisce “omofobo” chiunque manifesti una posizione in difesa della salvaguardia del valore matrimoniale tra l’uomo e la donna come unione atta a procreare e difendere la perennità dell’umanità. Come se gli omosessuali fossero tutti d’accordo poiché, secondo la “doxa”, un “omofobo” non potrebbe essere omosessuale se no andrebbe contro la sua stessa natura. Ed è proprio qui che entra in gioco il Potere con i suoi corpi intermediari, provocando fenomeni manipolati ed isterici come il “gay pride”. Perché manipolati ed isterici? Perché le nozze gay – paradosso straordinario tra l’altro perché queste persone vogliono che la loro diversità sia accettata attraverso un’istituzione, il matrimonio, che li rende poi uguali agli altri (!?) - non rappresentano un valore universale, condiviso da tutti gli omosessuali, bensì è solo un’emanazione dall’alto. Per dimostrare l’esposizione suddetta e uscire dalla manipolazione è necessario illustrare un esempio concreto. Da quando la “lobby gay” francese ed internazionale ha fatto pressione sul governo e l’opposizione francese è nato in Oltralpe un collettivo che rappresenta una parte degli omosessuali del Paese, Homovox, che ha aderito a tutte le manifestazioni colossali organizzate a Parigi. Il gruppo Homovox sostiene infatti che il progetto di legge “il matrimonio per tutti” è una manovra della “comunità Lgbt”, auto-proclamatasi unica rappresentante della collettività gay, dichiarando apertamente che la coppia omosessuale è diversa da quella eterosessuale per il semplice fatto che la prima non può procreare. In conclusione chiedendo una forma di unione specifica che non sia il matrimonio (ad esempio i Pacs) e ritenendo allo stesso tempo che i bambini senza genitori debbano avere un padre e una madre, possibilmente biologici. Ora, esempio alla mano: quale valore ha la parola “omofobo”? Comunque gli orientamenti sessuali appartengono alla vita privata ed alla sfera intima. La categoria omosessuale viene considerata oggi, direi, una categoria protetta. Anacronistico è l’accoppiamento tra uomo e donna. La cultura celebra quasi il mito dell’omosessuale. Film, sceneggiati e storie che raccontano di outing o di conversioni gay. Vero trionfo della maturità civile, del progresso. Se fossi gay, mi ribellerei a sentirmi trattato come un malato, un debole, un appartenente ad una specie protetta. Mi urterebbe tutta questa retorica, manderei a quel paese tutti coloro che si professano tutori dell’omosessualità. (continua..) Estratto dal libro Sine Contracultura

Commenti

Post popolari in questo blog

OGGI È ATTACCO AL VINO, IERI ALLA PROPRIETÀ. E DOMANI...

  I salutisti dell’Unione europea tornano alla carica con un’altra battaglia: quella contro il vino. A fare da apripista è stata l’Irlanda, che potrà dunque applicare sugli alcolici un’etichetta con scritto “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” oppure “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. O più direttamente "il vino provoca il cancro". Secondo i dati di Alcohol Action Ireland, il consumo di alcol puro pro capite tra chi ha più di 15 anni è stato di 10,07 litri nel 2020, che corrisponde a poco meno di 40 bottiglie di vodka, 113 bottiglie di vino o 436 pinte di birra e supera del 40% il livello di consumo indicato dalle linee guida dell’agenzia governativa Health Service Executive (HSE). Quindi l'Irlanda, attraverso il silenzio assenso della Commissione Europea, con questo provvedimento, crede sul serio di combattere l'abuso di alcol? Perché i dati sopra elencati chiariscono e permettono di affermare che siamo in presenza di un eccesso di uti

CONTRO IL DIRIGISMO TRANSUMANISTA

 L’Unione Europea, a partire dalla crisi economica globale del 2008 ha sempre fatto il possibile per farsi detestare, in Italia e in moltissime altre nazioni del continente. Occorre dire che la gestione di diverse rispettive classi dirigenti nazionali, fra incolmabili debiti pubblici e una crescita economica pari a zero, ha permesso all’Ue di manifestarsi più come una matrigna che mal sopporta i propri figliastri che come una mamma, magari severa quando serve, ma giusta nei confronti di tutti i suoi figli. Non a caso, sono poi cresciuti partiti e movimenti euroscettici in più Paesi europei, la Brexit è divenuta realtà e tutt’oggi alcuni governi nazionali, come quello ungherese e quello polacco, sono spesso in contrasto con le Istituzioni comunitarie. Del resto, Bruxelles, si direbbe, andrebbe ringraziata, con tanto di servile inchino, per i soldi del Pnrr. Intanto, è bene ricordare come il denaro del Recovery Fund non rappresenta affatto un regalo compassionevole, essendo composto, in

LA CONTROPRODUCENTE GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

  E' sempre con profonda amarezza che osservo la celebrazione di giornate come questa, accanto a tutto il carico di ipocrisia politicamente corretta che ci viene propagandata mediaticamente, tra chi si tinge il viso di rosso, cariche istituzionali che si prestano a questo giochino, dichiarazioni banali e scontate e via dolcificando l'opinione pubblica. Nel momento in cui una donna accetta di celebrare una giornata mondiale dedicata alla violenza sulle donne, crea la stessa categorizzazione di cui poi sarà vittima perchè è evidente che se si condanna la violenza soltanto verso un genere, si sta implicitamente affermando che l'altro genere non merita tutele, ottenendo come unico risultato di scatenare un focolaio di maschilismo reattivo antifemminista. Ed è attraverso la strumentalizzazione di tragedie che vedono vittima una donna e di cui è colpevole un uomo non in quanto maschio ma in quanto persona prepotente - e la prepotenza non è una caratteristica di genere ma di speci