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CAZZEGGIARE RENDE CREATIVI

Sbloccare le nostre capacità cognitive, migliorare memoria e resilienza, superare gli ostacoli emotivi e aumentare la creatività e l’efficienza: E’ facile, basta cazzeggiare. Molti studi dimostrano che fantasticare stimola i circuiti cerebrali del movimento; che immaginare qualcosa riscalda il cervello in vista dell’azione e rafforza la volontà e aiuta i bambini affetti da deficit dell’attenzione. Un recente esperimento ha dimostrato che persino gli elettroni cazzeggiano, quando non li guardiamo! Altri studi dimostrano quanto il tempo che consideriamo perso sia effettivamente tempo guadagnato. Concentriamoci su noi stessi, perdendo di vista i nostri obiettivi, di tanto in tanto: è il modo migliore per raggiungerli. “Concentrazione e cazzeggio non sono altro che due impostazioni diverse. La prima corrisponde allo stretto e potente fascio di luce che illumina il percorso davanti a noi. Il secondo invece è un fascio di luce che illumina in profondità e in modo diffuso, rendendo possibile la visione periferica. Entrambe le modalità, se considerate da sole, sono utili a raggiungere scopi specifici. Combinarle non solo farà durare più a lungo le vostre batterie, ma vi permetterà anche di ritrovare più facilmente la strada.” (Il potere del cazzeggio – S: Pillay – ED. Centauria) Allora porviamo a cazzeggiare con un po’ di date… L’anno più lungo: il 45 a.C., durò 445 giorni (secondo Svetonio, mentre altri storici romani parlano di una durata di qualche ventiquattr’ore meno) ed è noto come ‘anno della confusione’. Il più corto: il 1582 d.C., durò 356 giorni. Nel primo caso, l’introduzione dell’Anno Giuliano (ad opera di Giulio Cesare) rimise in ordine il calendario Numano (da Numa Pompilio). Nel secondo, con la Riforma Gregoriana (voluta da Papa Gregorio XIII) si ‘aggiustò’ il predetto Giuliano eliminando nel citato 1582 i giorni dal 5 al 14 ottobre: al 4 del calendario Giuliano seguì così il 15 del calendario Gregoriano. Va notato che, convenzionalmente, si usa il calendario Gregoriano anche con riferimento agli anni precedenti il 1582 e pertanto nella vigenza del Giuliano. Perfino, in quella del preesistente Numano. Dovesse, per esempio, usarsi il Giuliano per la data della scoperta dell’America (12 ottobre 1492), si parlerebbe di un 22 ottobre di quell’anno. Comunque, se qualcuno avesse voluto commemorare nel 1582 il novantesimo anniversario della predetta scoperta datandola come si fa secondo il Gregoriano non avrebbe potuto farlo essendo il 12 ottobre sempre di quel benedetto anno uno dei giorni cancellati da Papa Gregorio. Considerando poi che la datazione dalla nascita di Cristo voluta da Dionigi il Piccolo è sbagliata di sette anni (Gesù è nato il 17 aprile del 7 a.C.), invero, la scoperta del Nuovo Continente avvenne il 22 ottobre del 1499!

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