Passa ai contenuti principali

SENZA ASPETTATIVE

C’è una strana frenesia in noi tutti nel dare il benvenuto al nuovo anno, una sorta di riscatto per l’anno appena passato, che sia stato bello, faticoso o gioioso ci si rivolge sempre al nuovo anno con una speranza nel cuore. Ogni nuovo anno arriva con il peso degli anni passati, sa già che deve provare a non deludere, deve essere migliore, deve elargire di più, deve sostenere meglio e arriva allo scoccare della mezzanotte già con una forte ansia da prestazione. Proviamo a metterci nei panni di questo 2019, preoccupati intendo, nel dover per forza fare di meglio. Allora per quest’anno ho scelto di sollevare un po’ dalle responsabilità il 2019, nessuna grande aspettativa, nessuna preghiera, nessuna minaccia, voglio impegnarmi a fare la mia parte, perché si sa che siamo in tanti e qualcosa a questo nuovo anno scapperà di mano. E allora qualche popolo sarà destato di notte dalla terra che trema, qualche famiglia dovrà fare i conti con delle grosse perdite, qualcuno imparerà a sue spese a dover contare su sé stesso. Non possiamo colpevolizzarlo ancor prima di averlo visto all’opera, per quanto il suo obiettivo sarà fare del suo meglio e per quanto 365 giorni ci sembrano infiniti, il tempo passerà così in fretta e qualcosa sfuggirà allo sguardo vigile di questo 2019, d’altronde è giovane, ancora senza grosse esperienze. Niente recriminazioni ma solo apprezzamento. Ogni giorno questo caro 2019 ci regalerà qualcosa per cui varrà la pena sorridere, soffermarci a scrivere un pensiero, fermare il momento con uno scatto, pensare a chi è lontano e abbracciare forte chi ci tende la mano. Il segreto è restare sintonizzati sulle piccole cose, imparare a riconoscerle e ad apprezzarle, questa è l’unica via per arrivare alle cose più grandi, quelle che ci fanno esclamare: “finalmente!” e se queste grandi cose non arriveranno, avremo goduto di tante piccole cose. Credetemi non è affatto poca cosa.

Commenti

Post popolari in questo blog

CULTURA ED ATTUALITA' 2a PARTE

PRIMA PARTE pubblicata qui il 03/11/2019 I mali della cultura. L’interesse e le lobby? Come ho scritto più o meno all’inizio di questo scritto, il maggior nemico della cultura è l’interesse. Come penso, di aver dimostrato fin qui, la controcultura, sottoforma di protesta, si è manifestata nel novecento, contro le più svariate forme di potere. Ma il potere è caratterizzato da una serie innumerevole di poteri, da cui dipendono le influenze in società delle lobby. Potere e Lobby Gay Il potere per salvaguardare lo status quo e conservarsi ha l’obbligo di mistificare la realtà, creare disordine, sradicare l’uomo dalla società, manipolare l’informazione, ma soprattutto limitare il pensiero dell’opinione pubblica attraverso un linguaggio fondato sul dualismo politico, morale ed estetico. Amico/nemico, destra/sinistra, bene/male, bello/brutto, buono/cattivo. Come se tutto potesse essere etichettato e messo in un catalogo, il quale in fin dei conti altro non è che il “pensiero unico”, la “

CONTRO IL DIRIGISMO TRANSUMANISTA

 L’Unione Europea, a partire dalla crisi economica globale del 2008 ha sempre fatto il possibile per farsi detestare, in Italia e in moltissime altre nazioni del continente. Occorre dire che la gestione di diverse rispettive classi dirigenti nazionali, fra incolmabili debiti pubblici e una crescita economica pari a zero, ha permesso all’Ue di manifestarsi più come una matrigna che mal sopporta i propri figliastri che come una mamma, magari severa quando serve, ma giusta nei confronti di tutti i suoi figli. Non a caso, sono poi cresciuti partiti e movimenti euroscettici in più Paesi europei, la Brexit è divenuta realtà e tutt’oggi alcuni governi nazionali, come quello ungherese e quello polacco, sono spesso in contrasto con le Istituzioni comunitarie. Del resto, Bruxelles, si direbbe, andrebbe ringraziata, con tanto di servile inchino, per i soldi del Pnrr. Intanto, è bene ricordare come il denaro del Recovery Fund non rappresenta affatto un regalo compassionevole, essendo composto, in

LA CONTROPRODUCENTE GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

  E' sempre con profonda amarezza che osservo la celebrazione di giornate come questa, accanto a tutto il carico di ipocrisia politicamente corretta che ci viene propagandata mediaticamente, tra chi si tinge il viso di rosso, cariche istituzionali che si prestano a questo giochino, dichiarazioni banali e scontate e via dolcificando l'opinione pubblica. Nel momento in cui una donna accetta di celebrare una giornata mondiale dedicata alla violenza sulle donne, crea la stessa categorizzazione di cui poi sarà vittima perchè è evidente che se si condanna la violenza soltanto verso un genere, si sta implicitamente affermando che l'altro genere non merita tutele, ottenendo come unico risultato di scatenare un focolaio di maschilismo reattivo antifemminista. Ed è attraverso la strumentalizzazione di tragedie che vedono vittima una donna e di cui è colpevole un uomo non in quanto maschio ma in quanto persona prepotente - e la prepotenza non è una caratteristica di genere ma di speci