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MANIFESTO CORSARO

La testa e il cuore che ci uniscono sono proprio qui di seguito. La rivoluzione corsara parte dalla cultura, dall’arte, dalla bellezza per restituire all’Italia la propria vocazione ad essere riconosciuta e definita in tutto il mondo come il Belpaese ma, allo stesso tempo, è necessario compiere un coraggioso salto di qualità e di sistema, tale da condurre la nostra vita politica a un vero e proprio cambio di paradigma per gli Stati Uniti d’Europa. La lingua italiana è l’identità stessa del nostro Paese e si raffigura nella visione di un Veliero diretto verso la libertà, l’umanità, l’universalità. Senza la riscoperta della lingua italiana non potremo compiere tale rivoluzione politica. Perché la rivoluzione armonica comincia proprio dalle parole, dal senso e dal significato che diamo alle parole, dai concetti che esse esprimono, dal senso originario e originale che sapremo dare per ricostruire il linguaggio politico, a partire dalla Lingua italiana. Perché l’Italia è definita “una nazione di carta”, cioè nata e formatasi nella letteratura, nella poesia, attraverso la lingua italiana. E’ l’italiano che custodisce la nostra storia e rappresenta l’unità nazionale Nel mare delle incertezze, che la navigazione porta con sé, i Corsari si propongono di favorire ogni cittadino nel proprio percorso di realizzazione permettendo a tutti l’accesso a una maggiore coscienza e conoscenza di sé e del mondo, così che ciascuno possa trovare ed esprimere al meglio il proprio talento affrontando, in modo più autonomo e consapevole, la complessità della nostra epoca. E’ la premessa per il diritto umano alla conoscenza. I Corsari vedono nell’arte della politica il principale strumento per superare, insieme agli altri, le paure dei nostri tempi e permettere a ciascuno di acquisire - seppur nelle incertezze della vita - maggiore sicurezza e fiducia in sé e negli altri attraverso la libertà e la responsabilità, i diritti e i doveri, la solidarietà. Si cambia il paradigma politico se riusciamo a compiere, con l’ausilio del pensiero e del metodo liberale, tutti quanti i passaggi necessari affinché questo senso di sicurezza e di reciprocità venga col tempo assicurato da uno Stato e da un’Europa, responsabilizzati rispetto ai loro compiti, affinché operino per offrire alle persone tutti gli strumenti utili per sconfiggere le proprie paure: disoccupazione, mancanza di prospettive per il futuro, inquinamento, terremoti, dissesto idrogeologico, migrazioni disperate, terrorismo, guerre, malattie. La libertà è innanzitutto il percorso che abbiamo deciso di compiere a bordo del Veliero corsaro, è assunzione di responsabilità, è scelta consapevole, è conoscenza, è ricerca delle verità, è riconoscimento dei meriti altrui, è agire senza danno per gli altri, è comprensione e rispetto della libertà altrui, è l’ampio spazio del nostro libero agire limitato dal confine determinato dalla libertà dell’altro, è il presupposto che si basa davvero sul fatto che siamo tutti uguali di fronte alla Legge e davanti al Mistero. Insomma, la vera libertà è la libertà dell’altro, prima ancora della nostra. Ecco il punto: l’altro, gli altri, l’alterità. Questo è il cuore della rivoluzione politica che proponiamo. La scuola, l’università la ricerca, la formazione sono i punti strategici individuati dai Corsari per avviare la rivoluzione armonica e permettere il salto di qualità verso un nuovo paradigma politico, sferico, spaziale, tridimensionale e diverso, altro, costruttivo e non distruttivo, PER e non contro. La scuola vista come terreno fertile attraverso cui, in prospettiva, sconfiggere le ingiustizie sociali, riconoscere le diverse qualità di ciascun allievo, comprendere l’altro e l’unicità di ogni studente, premiare i meritevoli, aiutare a compiere il cammino formativo anche a chi è in difficoltà, ri-orientare chi ha bisogno di essere meglio seguito e indirizzato. Le basi che si pongono a scuola servono anche ad abbattere i privilegi e le disuguaglianze, ricomporre il tessuto civile e civico, restituire fiducia nel prossimo, accrescere la coscienza democratica, formare le varie e diverse intelligenze all’autonomia di pensiero e alla libertà, cioè al rispetto degli altri e delle regole, alla responsabilità e alla solidarietà, al dubbio e alla curiosità. La scuola dovrebbe scovare e far emergere i talenti di ciascun ragazzo, restituire autorevolezza ai docenti, favorire la creatività dei singoli e le relazioni umane, rivoluzionare il metodo di apprendimento, ricucire l’unità tra il mondo scientifico e il mondo umanistico come espressioni della stessa universalità che interagisce e si completa all’interno di una dinamica virtuosa, capace di armonizzare tra loro l’inserimento, l’integrazione e l’inclusione.

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